terça-feira, 28 de setembro de 2010

LAR DOS VELHINHOS DE PIRACICABA


Dom Paulo Panza, Prior do Mosteiro de São Bento de Vinhedo






Querido Claudinei,

Paz!

Imagino que esta mensagem lhe chegue como uma surpresa.
Foi assim que me chegou sua carta, como surpresa, uma boa surpresa.
Obrigado por escrever e perdoe-me por deixar passar tanto tempo sem responder-lhe.
Sua carta e a lembrança do pedido aflito de orações por seu filho ficaram aqui comigo.
O que acontece? Espero que as coisas estejam bem para ele e para toda sua família.
Nossa! Faz tanto tempo desde os anos de filosofia ...
Eu cursei dois anos e meio de teologia na PUC, mas pedi para deixar o curso.
Não encontrava meu lugar naquele meio e também, na época, não pensava em me ordenar.
Alguns anos depois, fui convidado pelo meu abade (Arquiabadia de St. Vincent, nos EUA)
para ir estudar música por 5 meses. Parti para lá em dezembro de 1994.
Como acabei aprendendo bem a língua, o abade me ofereceu um curso em Roma por dois meses,
com a condição de retornar aos EUA e terminar a Teologia.
Foi assim que uma estadia de 5 meses acabou se transformando em quase dois anos de estudos.
Retornei ao Brasil e ao mosteiro. As coisas aqui mudaram muito, a comunidade tomou outros rumos,
no sentido de buscar uma identidade mais monástica e menos pastoral.
Os norte-americanos retornaram aos EUA e tivemos por alguns anos um prior que imprimiu
características próprias ao mosteiro.
No início de 2002 fui de volta a Roma para um curso de formadores beneditinos.
Depois de três meses e já consciente de minha vocação sacerdotal,
retornei aos EUA, onde fiz mais alguns cursos de teologia, sendo ali ordenado diácono.
Em 2003 voltei ao Brasil, onde fui ordenado sacerdote em dezembro.
Assim, no final de 2007 fui nomeado prior, cargo que exerço até hoje.

Além disso, sou mestre de noviços também.

É uma nova fase na história do mosteiro, com muitos desafios.

Deus tem sido sempre bom em me auxiliar com sua graça e me livrar do mal.
A comunidade começa a reflorescer agora. Tenho esperanças para o futuro.
Esperança totalmente fundada em Deus, uma vez que nossos recursos humanos são débeis.

Bem, perdoe-me o “romance”. Fico feliz em retomar o contato.

Fique com Deus, que ele lhe dê a serenidade e a sabedoria necessárias para ser um bom pai
para seu filho nesta hora em que ele lhe causa tanta preocupação.
Deus o abençoe e guarde, assim com à Dalva, ao Ezequiel e a Victória.

Seu irmão,



Dom Paulo, O.S.B.

sexta-feira, 24 de setembro de 2010

DESENHO DE ERASMO´- JORNAL DE PIRACICBA



Foi assim que o cartunista do JP, Erasmo Spadotto, viu o Pe. Vicentão através do meu texto.

quinta-feira, 16 de setembro de 2010

Pe. Vicente - artigo publicado em San Doná di Piave - Veneza

P. Vincenzo Tonetto, il “padre dei poveri”
Domenica 12 Settembre 2010 17:33

Il caro padre Vincenzo Tonetto è ritornato alla Casa del Padre, venerdì 10 settembre, alle ore 20.10, a due mesi dall’incidente, avvenuto a Calvecchia il 5 luglio, che gli ha causato l’immobilità degli arti. Avrebbe compiuto 83 anni il prossimo 28 ottobre.

Negli ultimi lunghi giorni d’ospedale, pur completamente immobilizzato, p. Vincenzo cercava di parlare (bisognava leggere le labbra, perché la voce era interrotta dal tubo dell’ossigeno), e nei momenti più vivaci riusciva ad offrire ai visitatori il suo tipico occhiolino e sorriso.

Si è spento progressivamente (ha perso coscienza solo gli ultimi due giorni), il giorno dopo il termine della novena pregata a San Donà e in varie parti del mondo, oltre che dai confratelli Saveriani in Italia.

Era ritornato in Italia ad inizio estate di quest’anno per festeggiare assieme agli altri confratelli il 50° di sacerdozio (era previsto per il 15 luglio a Parma), speso per la quasi totalità tra i poveri del Brasile.

Domenica 18 ottobre dello scorso 2009, con la forza della sua voce, aveva invitato i fedeli riuniti nel Duomo di San Donà a dare aiuto proprio a quei poveri. Pochi giorni dopo p. Vincenzo ripartì per Piracicaba, la missione del sudest del Brasile a 150 km da San Paolo, dove lo avevano destinato i superiori.

Era un po’ restio a rientrare in Italia, poiché il lungo viaggio pesava sempre di più per la sua età: “Non ho molta voglia di viaggiare dopo gli 80; il viaggio è molto lungo e stanca… Preferisco convivere con questi poveri e mi sento bene”, scriveva nel maggio 2009.

Tuttavia, tra i suoi parenti, sempre vicini ed affettuosi, e gli amici di Calvecchia e San Donà (in particolare i membri del Gruppo Missionario P. Sergio Sorgon, per i quali ha sempre avuto un ricordo particolare) si sentiva sempre bene accolto e perciò soggiornava volentieri qui, pur con il desiderio del Brasile.

Nel 2004 era dovuto rientrare dalla missione per curare una gamba fratturata cadendo con la moto in una visita ad una favela di Londrina (Stato del Paranà). A Calvecchia subì un altro incidente in bicicletta che gli procurò una seconda frattura del femore. Ma con la tenacia, la forza di volontà che lo distinguevano, aveva convinto anche i suoi superiori a lasciarlo ritornare in Brasile. Dopo lunga riabilitazione e un secondo rientro nel novembre 2005, ai primi di gennaio del 2007 era ritornato definitivamente in Brasile, ad 80 anni e un femore spezzato in due punti!

P. Vincenzo era un uomo di grande bontà e simpatia, di disarmante semplicità e coraggio, che lo portavano a gesti anche fuori dall’ordinario, come quando convinse gli amici barbieri a chiudere la bottega per celebrare lì dentro l’Eucarestia, con chi era presente…

La vocazione missionaria di p. Tonetto (sono suoi cugini i due missionari p. Gino e Marcello Sorgon) si sviluppò in seguito alla visita di un parente, missionario saveriano in Cina. Vincenzo aveva già diciotto anni e da principio venne scoraggiato dall’allora cappellano di Calvecchia (che non era ancora parrocchia) ad intraprendere la strada delle missioni. Due anni dopo, però, entrò nel seminario saveriano di Vicenza.

Nel 1960 fu ordinato sacerdote a Parma (sede della casa madre di questo ordine religioso) e nei primi giorni del 1962 partì finalmente per il Brasile, dopo la commovente cerimonia della consegna del crocifisso, proprio nella chiesa di Calvecchia.

“Mi trovo al sud di Paranà, in una parrocchia che si estende per tre volte la Diocesi di Treviso.S iamo in 4 Padri tutti uniti per ordine dei Superiori e bisogna andare a trovare i cristiani che sono lontani 80 e 90 chilometri…” scriveva a mons. Dal Bo nei primi mesi di missione.

Un particolare ricordo d’affetto p. Tonetto lo aveva per suo nonno “Cencio”, grazie al quale divenne missionario. Quest’uomo di fede era gran amico di mons. Saretta e faceva parte dei Cappati del Duomo. Tenne a Cresima Vincenzo e diceva che sarebbe stata la sua gioia più grande vedere il nipote sacerdote. Scriveva p. Vincenzo: “Dico sempre alla gente: Posso dimenticare tutto quello che i Padri missionari mi hanno insegnato: ma mai dimenticherò la fede e la vita di preghiera del nonno e dei miei genitori”.

Purtroppo sia il nonno che il papà morirono poco prima dell’Ordinazione sacerdotale, cui partecipò la mamma ancora vestita a lutto…

Dopo la prima esperienza missionaria tra gli indios della foresta dello stato del Paranà, per diciassette anni operò nell’attiguo stato di San Paolo, a Piracicaba (che significa “Dove il pesce muore”), dove pian piano costruì le varie opere parrocchiali. Fu in seguito destinato a varie altre parrocchie.

Dal 2000 fu a Londrina (la città del caffè) gestendo la Parrocchia dei “Cinque congiunti” (quartieri), per ritornare negli ultimi anni a Piracicaba.

Erano sempre frequenti sue lettere o cartoline agli amici (a mano o con la sua Olivetti), al gruppo missionario del Duomo, per un semplice saluto o augurio. Nei primi anni di missione era assai fitta la sua corrispondenza con la Parrocchia e in molti Foglietti Parrocchiali sono pubblicate le sue lettere.

Scriveva nell’aprile 1968 al grande amico, il parroco Dal Bo: “…Speriamo che S. Donà sia una parrocchia benedetta dal Signore, ma già il fatto di avere essa più di 30 sacerdoti e tra questi alcuni Missionari, sta a dire che la benedizione del Signore c’è. Quante anime che desiderano il sacerdote, ma quanto pochi sono ancora i sacerdoti che possono soddisfare tale desiderio!”

E dopo il suo primo periodo di riposo in Italia, al suo rientro in Brasile scriveva dalla sua nuova Parrocchia di duemila chilometri quadrati (aprile 1969): “Si chiama Ortigueira e il patrono è S. Sebastiano (…) La popolazione registrata risulta di 45.000 abitanti, ma supera i 50.000, quasi tutti «caboclo», gente poverissima. Mi trovo solo con una trentina di Cappelle, che ancora non conosco…

La chiesa parrocchiale è un baraccone di legno, senza sacrestia e senza tabernacolo. La casa del Parroco è discreta, ma manca tutto (…) Qui ci vorrebbero i 25 sacerdoti di S. Donà. O mattacchioni di Cappellani, prima di andare parroci, dovreste passare 6 mesi con me, per conoscere la dura realtà di cento altri mondi; e dopo sareste degli ottimi parroci.

Non lasciatemi solo, nei boschi del Paranà! Qui a Ortigueira c’è un vostro figlio che sta trasmettendo la vostra fede «aos pobros des Reino de Ceu»: aiutatemi affinché questa fede sia autentica.”

Un confratello saveriano, che lo ha visitato in ospedale prima di rientrare in Brasile, confidava che in missione padre Vincenzo lavorava sodo, soprattutto con i battesimi, le Eucarestie e le visite, nonostante l’età.

“Se dovessi nascere,” - confidava p. Vincenzo - “sarei ancora missionario, e saveriano. Bisogna pregare perché Dio mandi nuovi missionari: la messe è molta, ma gli operai sono pochi… Senza di Lui non si può fare nulla: la Chiesa è per sua natura missionaria”.

P. Vincenzo richiamava sempre noi ricchi ad aiutare i poveri. Scriveva nel 2007: “Sono pochi che imitano il Cristo: nasce povero, vive povero e finisce sulla croce nudo: non è facile seguirlo”.

Quando nel 1985 il parroco mons. Bruno Gumiero andò a visitarlo nella sua missione di Piracicaba, poté constatare la laboriosità pastorale e la povertà di vita di p. Vincenzo: “Qui la fame c’è sempre, e qualcuno di questi affamati mi ha detto: quando torna in Italia dica che P. Vincenzo è il padre di noi poveri”.



Grazie Signore per padre Vincenzo, per la sua fede, per la capacità di creare rapporti di sana e fedele amicizia, per la sua semplicità, per i suoi ultimi giorni di missione in questa terra, che ti ha offerti nella sofferenza, ma sicuramente con il desiderio di abbracciarti in Cielo, da dove avrà un occhio particolare come sempre per i suoi poveri del Brasile. Che il suo esempio possa suscitare nuove vocazioni sacerdotali e, in particolare, per i missionari saveriani.


Marco Franzoi




I Saveriani

Il carisma saveriano è di portare Cristo ed il suo Vangelo lì dove non è conosciuto. Fu l’arcivescovo di Parma, il beato Guido Maria Conforti, a fondare la congregazione dei Saveriani nel 1898.

Questi religiosi si ispirano a San Francesco Saverio, il quale fu tra i primi compagni gesuiti di Ignazio di Loyola, inviato come Nunzio Apostolico in India. Di qui passò ad evangelizzare le Molucche e quindi il Giappone. Quando Saverio decise di continuare la sua missione in Cina, sopraggiunse la morte, che lo colse nel 1552 nell’isoletta di Sancian, a poca distanza da Canton. San Francesco Saverio è patrono delle missioni, assieme a Santa Teresa di Lisieux.

Con l’intenzione di inviare missionari in Cina, dove Saverio non era riuscito ad entrare, il beato Conforti inviò così i suoi missionari in questa terra d’Oriente.

All’instaurarsi del regime comunista di Mao, i Saveriani e gli altri religiosi furono però espulsi. Fu allora che il Papa li inviò in tutto il mondo, dall’America all’Asia.

terça-feira, 14 de setembro de 2010

segunda-feira, 13 de setembro de 2010

Depoimento de Madre Celina sobre Pe. Vicente Tonetto




DEPOIMENTO DAS IRMÃS CONCEPCIONISTAS DE PIRACICABA



Pe. Vicente chegou em Piracicaba em 1981 e foi nomeado nosso capelão. Era um sacerdote exemplar, sempre chegava na hora certa para celebrar a santa missa. Era pároco no bairro bem pobre do Itapuã. La nada estava organizado e ele, como bom administrador, com sacrifício e ajuda do povo construiu a bela igreja dedicada a São Francisco Xavier. Sua congregação, fundada na Itália por Mons. Guido Maria Conforti, já glorificado com a beatificação são os Missionários Xaverianos. Pe. Vicente sempre morou com os seus pobres, partilhando tudo que tinha, para ajudá-los.
Nossa comunidade, principalmente Madre Maria Celina, se prontificou a ajuda-lo e, como nossos generosos benfeitores, conseguimos móveis, telefone, louças, alfaias para a igreja. Sempre foi muito agradecido para com todos que o ajudaram. No natal eram distribuidas mais de 1.000 cestas. Foi contruida uma escola e um salão para as crianças carentes e outras necessidades.
Pe. Vicente foi nosso capelão por 15 anos e sempre guardamos sua memória, pois muito ajudou os pobres e nos edificou com sua alegria e coragem para enfrentar todos os trabalhos de apóstolo e missionário!
Deus o veio buscar no dia 09 de setembro deste ano de 2010 para premiar sua fidelidade e seus amor aos pobres.

Piracicaba, 12 de setembro de 2010

Madre Maria Celina da Imaculada Conceição
Superiora do Mosterio das Irmãs Concepcionistas

domingo, 12 de setembro de 2010

Padre Vicentão foi pro céu de bicicleta


PADRE VICENTÃO FOI PRO CÉU DE BICICLETA


Claudinei Pollesel



Padre Vicente Tonetto, o Padre Vicentão do Itapuã, o "pai dos pobres", morreu no último dia 09 de setembro em sua cidade natal, San Doná di Piave, na Província de Veneza, Itália.

Era missionário Xaveriano e atuou por muitos anos na Diocese de Piracicaba, nas Paróquias de São Francisco Xavier, no Itapuã; Imaculado Coração de Maria, na Paulicéia e Sagrado Coração de Jesus, em Saltinho.

Estava em viagem de férias, comemorando as bodas de ouro, 50 anos, de sua ordenação sacerdotal. Quiz celebrar esta data tão significativa junto de sua família e amigos italianos, mas logo nos primeiros dias de sua chegada á San Doná, em Veneza, foi vítima de uma grave acidente ciclístico, que culminou com sua morte, após longa e sofrida internação.

Vicente Tonetto nasceu em San Doná di Piave, Veneza, em 28 de outubro de 1927, era filho de Luigi e Maria Biason. Teve 12 irmãos, sendo uma de suas irmãs também religiosa.

Sua vocação sacerdotal e missionária surgiu após a visita de um tio que era padre xaveriano na China. Nesta época Vicente estava com 18 anos e passou a ser aconselhado e acompanhado pelo pároco de sua comunidade, em Calvecchia.

Após dois anos ingressou no seminário de Vicenza . Foi ordenado padre em 16 de outubro de 1960, em Parma, na Casa Mãe dos Missionários Xaverianos.

Dois anos após sua ordenação, em 1962, foi destinado ao Brasil. Aceitou com alegria esta missão e integrou-se de tal forma que jamais aceitou ser transferido ou retornar definitivamente á Italia, contrariando até mesmo ordens superiores. Aqui permaneceu por quase 50 anos.

Após breve passagem pelo Rio de Janeiro onde aprendeu um pouco de portugues. atuou em muitas cidades do norte do Paraná, entre elas: Laranjeiras do Sul, Ortigueira, Janiópolis, Goioere, Londrina e Curitiba.
Em 1981 foi destinado á Piracicaba, onde foi o construtor, idealizador e primeiro pároco da Paróquia São Francisco Xavier, no Itapuã, lá permanecendo por 17 anos. Naquele época este bairro não tinha nenhuma estrutura ou condições de acolher a nova paróquia e acomodar o pároco e Padre Vicentão começou do nada. Contruiu a igreja e a casa paroquial operando verdadeiros milagres, driblando a falta de verbas e a total carencia de recursos. Tornou-se um verdadeiro Robin Hood, buscando entre os mais ricos e políticos influentes, as condições que o Itapuã precisava.

Além da matriz fundou outras 18 comunidades/capélas. Foi capelão das Monjas Concepcionistas, na Vila Rezende por 15 anos. Estas irmãs de clausura contribuiram muito com as obras sociais do Pe. Vicente. Madre Maria Celina, atravéz de sua rede de benfeitores, socorria as necessidades urgentes de seu capelão e confessor.

Em 2007 foi pároco, por alguns meses, em Saltinho. Nesta cidade, ele e sua bicicleta, companheira de suas inúmeras visitas pastorais. marcaram profundamente a vida dos paroquianos, com seu trabalho humilde e dedicado aos mais pobres. Sua figura esguia, sua barba branca e seu inseparável boné, pilotando uma bicicleta, acompanhado por alguns moleques, ficará na mem´ria dos saltinhenses por muito tempo. Seu trabalho humilde e dedicado aos mais pobres marcou profundamente a cidade tanto que a Camara Municipal de Saltinho outorgou-lhe o título de "Cidadão Saltinhense" em 2008.

Atualmente era vigário na Paulicéia, na Paróquia Imaculado Coração de Maria, onde continuou seus apostolado até á vespera de sua viagem de férias que o levaria á morte.

Em todos os locais em que atuou foi chamado de "pai dos pobres", devido á sua opção clara e inequívoca por esta parcela do povo sofrido. Não media esforços pessoais, sacrificando seu tempo e seus parcos recursos para socorrer quem o procurasse. Fosse para comprar comida, remédio, pagar a luz ou a água, ou tábuas para fazer um barraco na favéla. Não questionava, atendia e pronto. Se o pobre tivesse frio dava a própria blusa.

Quando não tinha o valor recorria á amigos e benfeitores que o socorriam. Nunca teve pudor em pedir, até por que nunca pediu nada para si . Foi vítima de aproveitadores em muitas ocasiões que percebiam sua inocencia e total falta de malícia e tiravam proveito disso.

Não era fã de automóveis, mas apaixonado por motos e nem sempre tomava os cuidados necessários ou mesmo utilizava capacete. Preferia seu velho "boné".

Acidentou-se várias vezes, sofrendo várias escoriações e quebraduras.Em 2000 sofreu um assalto em Londrina e levou um tiro por que não quiz entregar a moto ao ladrão. Em outras ocasiões teve a moto roubada e devolvida , quando o ladrão descobria que a moto era do Padre Vicente. Recebia a moto e um pedido de desculpas. Perdoava e aconselhava o ladrão.

Padre Vicentão era polêmico e nem sempre bem compreendido por seus confrades e amigos. Mas mesmo seus críticos são unanimes em reconhecer seu amor incondicional aos mais pobres e necessitados, sua fé inabalável e sua dedicação á Igreja. Quando falava de Nosse Senhora dava a impressão de falar da própria mãe. Sua devoção mariana contagiava e emocionava.

Um padre humilde, sem grandes pretensões academicas. Suas homílias eram simples, pareciam conselhos de pai ou de um amigo mais velho. Falava de coisas do dia-a-dia, dava exemplos rurais, enfim, pregava de forma que todos compreendiam, apesar de seu sotque italiano forte e de misturar portugues com italiano. Era exigente com as coisas de Deus e tinha fama de "bravo".

Disse certa vez: "Precisamos rezar para que Deus mande novos missionários; a messe é grande, mas os operários são poucos. Sem Deus não se pode fazer nada. A igreja, por sua natureza, é missionária.Passar dos 80 anos na vida missionaria não é facil. Agradeço ao Senhor por me dar forças para continuar. Prefiro conviver com os pobres e me sinto muito bem assim."

Tinha pressa sempre. Era afobado e parecia estar sempre perdendo a hora. Talvez por isso Deus quiz levá-lo ao céu de bicicleta e padre Vicentão foi pedalando ao encontro do Senhor. Pra chegar mais depressa.

Claudinei Pollesel é membro do Instituto Histórico e Geográfico de Piracicaba

sexta-feira, 10 de setembro de 2010

MORREU O PADRE VICENTÃO - PAI DOS POBRES


PADRE VICENTE TONETTO
1927 - 2010

Saudades e Gratidão ! Piracicaba deve muito á este santo dos dias atuais...


Secretaria Geral CAMARA MUNICIPAL DE SALTINHO/SP

PROJETO DE DECRETO LEGISLATIVO No. 004/2008
(CONCEDE TÍTULO DE CIDADÃO SALTINHENSE AO SENHOR PADRE VINCENZO TONETTO E DÁ OUTRAS PROVIDÊNCIAS)



Artigo 1o. - Fica outorgado, através da Câmara Municipal de Saltinho, o título de "Cidadão Saltinhense" ao Sr. Padre Vincenzo Tonetto, natural da cidade de Veneza - Itália.


Artigo 2o. - A honraria concedida por este Decreto Legislativo, será entregue em Reunião Solene a se realizar no Dia 19 de Maio, nas dependências da Câmara Municipal de Saltinho.


Artigo 3o. - As despesas com a confecção do pergaminho honorífico, correrão por conta de dotação orçamentária própria da Câmara Municipal de Saltinho, suplementada se necessário.


Artigo 4o . - Este Decreto Legislativo entrará em vigor na data de sua publicação, revogadas as disposições em contrário.

Sala das Reuniões, 22 de Abril de 2008

MARIA DE LURDES PANDOLFO TORINA
- Vereadora -



CÂMARA MUNICIPAL DE SALTINHO

Estado de São Paulo



VINCENZO TONETTO

Nascido em 20/10/1927

Cidade: São Dona de Piá – Itália
Em missão no Brasil, após curta permanência da adaptação foi apresentado a Diocese de Piracicaba atuando com Pároco da Igreja São Francisco no Bairro Itapuã de Piracicaba por mais de oito anos.
No dia 26 de Maio de 2.007 foi apresentado em Saltinho as pastorais e movimentos Religiosos, e na noite do dia 30 de Maio tomou posse como Vigário da Paróquia Sagrado Coração de Jesus através de decreto do Ver. Bispo Diocesano Dom Fernando Mason.
Pe. Vincenzo (Vicente) como era chamado durante esse curto prazo conquistou o coração dos Saltinhenses, com trabalho humilde e dedicado aos serviços de nossa Igreja viva, levou avante a missão confiada.
Reativou as pastorais, movimentos religiosos, e atraiu voluntários a serviço da Igreja.
Ampliou a Igreja templo com diversos locais de atendimento a serviço da comunidade, conseguiu através de campanha a compra dos bancos da Igreja Matriz.
Organizou algumas Capelas com a formação de comissão administrativas.
Pe. Vincenzo (Vicente) em poucos meses conseguiu com seus ensinamentos elevar nossa Igreja junto as famílias de nossa cidade.







"Padre Vincenzo Tonetto (missionario Saveriano)
P. Vincenzo Tonetto è originario di Calvecchia, dove è nato nel 1927 (erano 13 fratelli!). È rientrato in Italia per curarsi la frattura di un femore, provocata da una caduta in moto durante la visita ad una favela di Londrina (il giorno delle Ceneri 2004), città dello stato del Paranà, in cui è parroco da quattro anni, assieme ad un altro confratello saveriano italiano.

Il germe della vocazione missionaria di p. Tonetto si è sviluppato in seguito alla visita di un parente, missionario saveriano in Cina. Vincenzo ha già diciotto anni e da principio viene scoraggiato dall’allora cappellano di Calvecchia (non era ancora parrocchia) ad intraprendere la strada delle missioni. Due anni dopo, però, entra nel seminario saveriano di Vicenza; nel 1960 viene ordinato sacerdote a Parma (sede della casa madre di questo ordine religioso) e nel 1962 parte per il Brasile.
Dopo la prima esperienza missionaria tra gli indios della foresta dello stato del Paranà, per diciassette anni opera nell’attiguo stato di San Paolo, a Piracicaba (che significa “Dove il pesce muore”), dove pian piano costruisce le varie opere parrocchiali. Viene poi destinato a varie altre parrocchie.
Dal 2000, a Londrina (la città del caffè) gestisce la Parrocchia dei “Cinque congiunti” (quartieri). La città di circa 300.000 abitanti è abitata da gente povera. Molti sono i disoccupati e quelli che vivono alla giornata, con lavori nelle aziende locali. P. Vincenzo viene chiamato dalla sua gente “il papà dei poveri”, che incontra numerosi nelle sue continue visite.
Le attività parrocchiali sono le più diverse: sacramenti, pastorale vocazionale e sociale, corsi di preparazione ai battesimi, aiuto ai poveri, visite agli ammalati; c’è inoltre la guida alle comunità di base, cioè gruppi di famiglie che si incontrano per la gestione di problemi sociali e la meditazione del Vangelo…
Un grave problema che stanno vivendo è quello delle numerose sette, che riescono ad accalappiare le persone con le basi di fede meno solide, allontanandole dalla chiesa cattolica con promesse vane. Capita allora che su circa 50.000 abitanti facenti parte di questa parrocchia, l’80 % sono cattolici “ufficiali”, ma molto meno sono i praticanti…
“Se dovessi nascere,” - conclude p. Vincenzo - “sarei ancora missionario, e saveriano. Bisogna pregare perché Dio mandi nuovi missionari: la messe è molta, ma gli operai sono pochi… Senza di Lui non si può fare nulla: la Chiesa è per sua natura missionaria”.


"Ricordiamo nella preghiera e con affetto il nostro missionario p. Vincenzo Tonetto, saveriano, nato a Calvecchia il 28 ottobre 1927 e partito per le missioni del Brasile nel 1962.Ha celebrato la S. Messa in Duomo, in occasione della Giornata Missionaria, il 18 ottobre 2009, prima di ripartire per Piracicaba (Brasile).Recentemente è rientrato in Italia per festeggiare il suo 50° di sacerdozio (fu ordinato sacerdote a Parma, nella sede della casa madre dei Saveriani, nel 1960), ma ha subito un grave incidente stradale. Si trova ora nel reparto di rianimazione nell’Ospedale di San Donà.
Così ha scritto l’anno scorso a maggio, prima di rientrare a San Donà:“Passati gli 80 la vita missionaria non è facile. Ringrazio il Signore che ci dà la forza di continuare… Vedrò se posso venire in Italia… il viaggio è molto lungo e stanca… Preferisco convivere con questi poveri e mi sento bene.”

quarta-feira, 8 de setembro de 2010

DE VOLTA PARA PIRACICABA

Estava em nossos planos um dia voltar pra nossa terra, Piracicaba, e o Senhor quiz que fosse agora..... demos graças a Deus!

sexta-feira, 3 de setembro de 2010

DOM JOSEPH MAHFOUZ


Pe. Giovanni Murazzo, Dom Joseph Mahfouz, Pe. Claudio Memori e Claudinei Pollesel, em celebração na Capela da Casa Regional dos Missionários Xaverianos, em 07 de julho de 2007.


Morreu no dia 25 de agosto, vítima de um câncer, o eparca (Bispo da Diocese de rito Maronita no Brasil) Emérito de Nossa Senhora do Líbano em São Paulo dos Maronitas, Dom Joseph Mahfouz. Seu corpo foi velado no Mosteiro de Santo Antônio Ghazir e o sepultamento no cemitério em Nisbei Ghosta no Líbano.

Em nota, o arcebispo Maronita do Brasil, Dom Edgard Madi e a Eparquia Maronita do Brasil prestam condolências aos familiares e amigos de Dom Joseph Mahfouz e expressam sua solidariedade fraterna.

“Em todas as atividades que exerceu como Bispo, Dom Joseph sempre se mostrou zeloso e dedicado, revelando extremado amor a Cristo e à Igreja. Por fidelidade tão grande, ser-lhe-á dada agora "a coroa da justiça", reservada para os justos que colocam sua confiança no Senhor”, destaca a nota.

Dom Joseph Mahfouz, foi o terceiro Eparca Maronita do Brasil, eleito no dia 9 de junho de 1990 e ordenado no dia 12 de agosto de 1990, no Patriarcado do Líbano. Chegou ao Brasil no dia 6 de outubro de 1990, tomando posse no dia 21 do mesmo mês. Completou 16 anos à frente do Arcebispado Maronita do Brasil, tornando-se emérito ao completar 75 anos em dezembro de 2006.

No Brasil, foi celebrada uma missa em sufrágio pela sua alma, no domingo, 29, na Catedral Maronita Nossa Senhora do Líbano.